Hereditary

Regia: Ari Aster

Cast: Toni Colette, Milly Shapiro, Alex Wolff, Gabriel Byrne, Ann Dowd

USA 2018, 127 minuti

Genere: horror, drammatico

È ancora possibile per un autore, in un genere carico di tematiche che sembrano saturarsi sempre più, creare un film dai connotati unici, capace di rivisitare in modo originale dinamiche consolidate da tempo e che pone particolare attenzione alla sfera umana? Per di più alla sua opera prima?

Certamente! Se quell’autore è Ari Aster e quel film è Hereditary.

È cosi che Ari Aster si presenta al grande pubblico sia come regista che come sceneggiatore, facendo subito capire chi abbiamo davanti. Infatti, non capita spesso di vedere un’opera prima di tale livello, cosa che possiamo intuire fin dalla prima inquadratura, capace da un lato di mostrarci le doti di Aster alla regia, dall’altro di introdurre lo spettatore alle dinamiche che pian piano regoleranno gli avvenimenti del film.

I protagonisti, una famiglia composta da un marito, una moglie e i due figli, primogenito maschio e femmina la seconda, ci vengono presentati durante un funerale. La famiglia dà infatti l’ultimo saluto a Ellen Graham, madre di Annie, la donna della casa, interpretata magistralmente da Toni Colette, ma l’omelia recitata da quest’ultima non è il classico discorso in cui si ricordano le qualità del parente defunto, bensì i segreti. La donna ne celava tanti, dalle sue amicizie alle sue attività e il rapporto con la figlia era piuttosto turbolento tanto che quest’ultima non le permetteva di avvicinarsi a Peter (Alex Wolff), il figlio maggiore. La matriarca, durante la sua vita, aveva stabilito un forte legame con la nipote più piccola, Charlie (Milly Shapiro), che più di tutti accusa il lutto. Charlie è una bambina particolare, molto taciturna, che passa gran parte del suo tempo nella casa sull’albero a costruire degli omini con oggetti riciclati, e che disegna tutto ciò che vede in un diario, attività che ha ripetuto anche durante il funerale. Pochi giorni dopo il funerale Steve (Gabriel Byrne), il marito di Annie, viene informato della profanazione della tomba di Ellen. Decide tuttavia di non informare i familiari per non causare ulteriori turbamenti.

Nonostante la diversa natura dei rapporti che legavano Annie e Charlie a Elle, queste, in seguito al funerale, vedono la figura della donna apparire davanti a loro. Per superare questa situazione, Annie partecipa ad alcune riunioni di un gruppo di sostegno. Qui parla ai presenti della sua famiglia, in cui diversi membri hanno sofferto di disturbi mentali, compreso un fratello giunto al suicidio.

Charlie (Milly Shapiro) nel momento in cui vi è l’apparizione della nonna

Il ritmo e gli avvenimenti del film cambiano drasticamente quando un altro lutto colpisce la famiglia Graham. Su consiglio di Annie, Peter porta con sé Charlie a una festa di liceali, e quando la bambina ha uno shock anafilattico dopo aver mangiato una torta a base di noci (alle quali è allergica), sulla strada verso l’ospedale l’auto guidata da Peter sbanda, e la sorella rimane decapitata dopo aver sbattuto la testa contro un palo. Il morale dei protagonisti rimasti crolla ulteriormente e i conflitti tra Annie e il figlio aumentano. Veniamo a sapere che la donna non lo voleva, e ha cercato più volte di abortire, fallendo; per di più, durante un episodio di sonnambulismo, stava per dare fuoco ai figli dopo averli cosparsi di acquaragia. 

La componente soprannaturale fa così capolino quando Annie partecipa a una seduta spiritica con Joanne (Ann Dowd), amica da tempo della madre conosciuta agli incontri del gruppo d’ascolto. Joanne ha perso il figlio e il nipote, e nella seduta riesce a evocare proprio quest’ultimo, che si manifesta scrivendo su una lavagnetta, oggetto di proprietà del defunto che funge come tramite tra il mondo terreno e quello dell’al di là. Colpita dall’accaduto, Annie decide quindi di ripetere la seduta spiritica insieme al marito e al figlio usando come tramite il diario della figlia, ma qualcosa sembra andare storto: lo spirito di Charlie (ammesso che sia di Charlie) si manifesta in modo violento, fino a possedere per qualche secondo la stessa Annie.

La seduta spiritica con la quale Annie cerca di evocare lo spirito di Charlie

Nei giorni successivi alla seduta spiritica, gli eventi di natura soprannaturale vedono Peter come protagonista, o meglio, come vittima. In ogni pagina del diario di Charlie inizia a comparire il suo volto e gli incubi di cui soffre iniziano ad aumentare, con la sorella che gli appare in camera minacciosa facendo crescere in lui il rimorso per la sua morte. In quegli stessi giorni Annie trova tra gli oggetti appartenuti alla madre un libro che tratta di rituali di natura satanica, oltre a un album fotografico in cui sono presenti le immagini di diverse riunioni, in cui compaiono sia Ellen che l’amica Joanne. Nel libro si parla di un certo Re Paimon, dotato di poteri che trascendono i limiti umani, il quale ha bisogno di reincarnarsi nel corpo di un maschio vulnerabile affinché si compia la profezia descritta nel libro.

E allora, chi meglio di Peter può rappresentare la persona adatta in cui può trovare dimora Paimon? Un ragazzo che vive con la colpa di essere un figlio non voluto da sua madre e con il costante pensiero di aver causato la morte della sorella.

Da qui in poi quelli che sembrano gli elementi di una profezia apocalittica iniziano a manifestarsi uno dopo l’altro, col ritrovamento del cadavere decapitato di Ellen nella soffitta di casa Graham, e l’uccisione di Steve dopo che Annie getta nel fuoco il diario di Charlie. Da quel preciso momento la donna, ormai posseduta, inizia a rincorrere il figlio per tutta la casa, indirizzandolo proprio nella soffitta. Terrorizzato dalla presenza del cadavere decapitato della nonna, di diversi sconosciuti nudi che lo salutano e dalla raccapricciante scena in cui sui madre si auto-decapita utilizzando un filo metallico, Peter si getta dalla finestra. Dopo che il suo corpo viene colpito da un fascio di luce, il ragazzo riprende conoscenza e si dirige verso la casa sull’albero. Qui trova diverse persone inginocchiate verso di lui, compresi i cadaveri della madre e della nonna. Da una statua che come testa quella -vera-  di Charlie, viene prelevata la corona con la quale il ragazzo sarà proclamato come Paimon, uno degli otto re dell’inferno. La profezia di cui parlava il libro è così compiuta.

La statua di Paimon nella scena finale del film

Parlare di questo film senza accennare a quello che viene raccontato, e quindi senza fare spoiler, mi è risultato impossibile, dato l’importante ruolo che assumono le singole inquadrature e i piccoli dettagli presenti nel film. È il caso dei plastici che Annie realizza come suo lavoro, che raffigurano i momenti della sua vita. La donna ha infatti ricreato in scala la sua casa, i suoi familiari, la sua stessa vita, ricostruendo le vicende di quando ha messo al mondo i figli e di quando ha assistito la madre nei suoi ultimi giorni di vita, arrivando a ricreare persino la scena dell’incidente in cui è morta Charlie. La stessa prima inquadratura, di cui ho accennato all’inizio di questa recensione, ha a che fare proprio con uno dei plastici di Annie, quello che raffigura la loro casa per l’esattezza. Vediamo infatti la cinepresa inquadrare sempre più da vicino la stanza di Peter ricostruita Annie. La macchina da presa si avvicina sempre di più fino a entrare nella camera del ragazzo, fino a quando il vero Peter si alza e inizia la sua giornata. Quanto raccontato in questa singola inquadratura mi fa venire in mente una similitudine tra il lavoro della madre e ciò che accade durante il film. È come se un’entità superiore, che non può essere domata dai protagonisti del film, stesse realizzando la sua profezia con la stessa cura con cui Annie realizza i suoi modellini. È un disegno creato nei minimi dettagli che fin dall’inizio ha avuto come obiettivo quello di trovare il corpo di un ragazzo – di Peter in questo caso – in cui potesse risiedere Paimon, ed è qui che si vede la forza di Ari Astler come sceneggiatore.

Frame tratto dalla prima inquadratura del film: Peter è nel suo letto quando il padre entra in camera sua per svegliarlo

Lo stesso simbolo del re infernale, che vediamo sia nel medaglione che Ellen indossa dentro la bara sia nel palo che decapiterà Charlie, fa capire quanto fosse destino che gli avvenimenti di questo film andassero in una precisa direzione, e che i personaggi non avrebbero mai potuto modificarli, non avendo le capacità per contrastare le creature sovrannaturali che compivano il loro disegno. La vita dei personaggi quindi, risulta segnata fin dall’inizio del film, e alcuni di essi (Ellen, Charlie e Annie) hanno la funzione di sacrificarsi affinché la profezia si avveri. I vari indizi ci vengono dati da alcune caratteristiche dei personaggi, come il nome della bambina, valido anche al maschile. Il fatto che la nonna fosse così legata a Charlie fa presumere che la secondogenita di casa Graham fosse già posseduta da Re Paimon fin dall’inizio del film, e che la sua morte sia stato il modo in cui esso potesse uscire da un corpo femminile in modo da perfezionarsi entrando in un corpo maschile.

Il palo su cui Charlie sbatterà la testa: si può notare il simbolo della setta legata a Paimon

Non mi vengono in mente molte opere prime di questo livello, in cui compaiono una regia e una sceneggiatura di altissima qualità. Se dovessi dare un voto, per me Hereditary meriterebbe 4/5. Un film che riesce a trovare un equilibrio (non troppo perfetto a dire il vero) tra le vicissitudini di una famiglia in crisi, l’impossibilità delle persone di cambiare gli avvenimenti e di essere parte di qualcosa – dello stesso universo in cui ci troviamo – che non può essere domato, oltre che delle vicende soprannaturali, raccontate sì in altri film, ma che in questo caso sono presentate senza proporci i soliti cliché che negli ultimi anni non hanno reso onore a questo genere.

Che ne pensate di questo film? Vi è piaciuto oppure no? Ci sono delle parti del film che non vi sono chiare? Fatemelo sapere nei commenti 🙂

Se questo articolo vi è piaciuto condividetelo sui social, e seguite la pagina “Cinema e Spettacolo” su Facebook ( https://www.facebook.com/cinemaespettacolo88Sakis/ ) per altri articoli e il canale YouTube ( https://www.youtube.com/channel/UCq2nVKs8Sii5lkp-fAvJAhA ) se siete interessati alle video-recensioni!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.