
Oggi per la rubrica di cinema e spettacolo dedicata agli approfondimenti sui registi, tratteremo di Quentin Tarantino.
“Quentin Jerome Tarantino (Knoxville, 27 marzo 1963) è un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense.
Iniziò la sua carriera come regista all’inizio degli anni novanta, raggiungendo il successo di critica con il film di debutto Le iene. Con il successivo Pulp Fiction arrivò la consacrazione, vincendo la Palma d’oro al Festival di Cannes e conquistando, oltre a sette nomination, il premio per la miglior sceneggiatura originale, condiviso con Roger Avary, ai Premi Oscar 1995. Nel 2004 fu presidente della giuria alla 57ª edizione del Festival di Cannes e nel 2010 alla 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il 24 febbraio 2013 si aggiudicò la sua seconda statuetta per la migliore sceneggiatura originale per il film Django Unchained ai Premi Oscar 2013. A partire dal 21 dicembre 2015 il suo nome è presente tra le celebrità della Hollywood Walk of Fame.
Tarantino è stato definito un «regista DJ» per la sua capacità di riuscire a combinare stili diversi fondendoli insieme in una nuova opera. Il regista e storico del cinema Peter Bogdanovich lo ha definito «il regista più influente della sua generazione». Ha dichiarato in più interviste la sua volontà di fermarsi a dieci film, per poi limitarsi a libri e documentari.”[1]
Bibliografia
“Tarantino è nato a Knoxville, nel Tennessee, il 27 marzo del 1963, da Tony Tarantino, un musicista e attore statunitense di origini italiane, e Connie McHugh, un’infermiera statunitense di origini irlandesi e inglesi, rimasta incinta del futuro cineasta all’età di sedici anni. Quentin non ha mai conosciuto suo padre, dato che lasciò la madre prima che lui nascesse. All’età di due anni, si trasferì con la madre a Torrance, in California, dove in quello stesso periodo Connie conobbe e sposò il musicista Curt Zastoupil, con cui il giovane Quentin instaurò un forte legame. Fra l’altro, fu proprio con il padre adottivo che Tarantino andò a vedere al cinema Bambi, l’unico film che lo fece spaventare in vita sua. Infatti il regista ha affermato di aver pianto per ore e ore dopo avere visto questo cartone animato all’età di sei anni.
Nel 1971 la famiglia traslocò a El Segundo, nell’area di South Bay di Los Angeles, dove Quentin frequentò la Hawthorne Christian School. Due anni dopo la madre divorziò dal patrigno. In questi anni Tarantino si appassionò agli spaghetti-western, diventando grande fan di Sergio Leone. Nel 1977, a soli quattordici anni, Tarantino scrisse Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit’’, la sua prima sceneggiatura. Nel frattempo passò alla Narbonne High School di Harbor City, California, che però abbandonò presto per iniziare a lavorare come maschera al Pussycat, un cinema porno di Torrance. Nel 1981 iniziò a prendere lezioni di recitazione entrando a far parte della Theatre Company di James Best.
Nel 1983 lavorò per qualche tempo per Jan Bohusch, il nuovo patrigno, affittando stand alle fiere. L’anno successivo passò all’impiego, prima saltuario e poi fisso, presso il videonoleggio Manhattan Beach Video Archives, nell’area di Manhattan Beach a Los Angeles, dove strinse una grande amicizia con molti colleghi e soprattutto con Roger Avary, con cui ha collaborato durante la sua successiva carriera cinematografica. Continuò a studiare recitazione presso lo Actors’ Shelter di Allen Garfield, a Beverly Hills, ma i suoi interessi si spostarono gradualmente dalla recitazione alla scrittura di sceneggiature e alla regia. Con i suoi colleghi di lavoro trascorreva il tempo parlando di film, approfondendo la loro cultura cinematografica e fornendo consigli ai clienti, tra cui il futuro attore Danny Strong, nato e residente a Manhattan Beach.” [1]
Il primo esordio reale alla macchina da presa di Tarantino è con Le Iene (Reservoir Dogs).
Siamo nel 1990, Tarantino fa leggere la sceneggiatura della sua opera, Le Iene, a Monte Hellman che lo aiuterà a trovare i finanziamenti dalla LIVE Entertainment e a mettere lo stesso Quentin alla regia.
“La pellicola venne girata in sole cinque settimane nell’estate del 1991, dopo che Tarantino fu ammesso al workshop del Sundance Institute di Robert Redford, e venne poi presentata al Sundance Film Festival, a quello di Montréal e a quello di Toronto, riscuotendo ovunque un grande successo di pubblico e critica.
Nacque un film originale, cinico e sanguinoso, da cui traspariva in modo evidente la cinefilia del regista, elemento divenuto negli anni un suo marchio di fabbrica. Il lungo dialogo con cui si apre il film era già estremamente sintomatico e identificativo del suo stile.
Nel film sono presenti diverse peculiarità del cinema di Tarantino: l’uso disinvolto della tecnica dell’analessi, l’ambiguità morale dei personaggi, i dialoghi dalle oscenità elaborate e dallo humour devastante, la violenza come nella sequenza della tortura del poliziotto in ostaggio, che però qui appare non “estetizzata”, bensì realistica.”[1]
In seguito Quentin farà uscire fuori un capolavoro dopo l’altro, con lo stile che lo ha sempre contraddistinto.
Per facilitare la spiegazione al lettore, divideremo in due epoche la filmografia di Tarantino, Tarantino anni 90 e Tarantino anni 2000.
Le opere di Tarantino dal 1990 al 2000
Il tarantino anni 90 oltre alla già citata opera le Iene, nel 1994 farà uscire Pulp Fiction, opera che gli valse l’oscar come miglior sceneggiatura originale.
Nel 1995 tocca al film Four Rooms, fare il suo debutto nelle sale.
Four Rooms, è un film diviso in quattro episodi, scritti e diretti da altrettanti giovani registi, legati dalla figura del fattorino Ted (interpretato da Tim Roth), che “vaga” per le quattro stanze del Mon Signor, vecchio albergo di Los Angeles.
Il film è stato fortemente voluto da Quentin Tarantino, reduce dal trionfo di Pulp Fiction, come omaggio alla Nouvelle vague, e Tarantino stesso ha scelto gli altri registi tra i suoi ex “compagni di classe” al Sundance Institute di Robert Redford.
Il primo film di Tarantino uscito da una sceneggiatura non originale è Jackie Brown (1997).
“Adattata dal romanzo Punch al rum (Rum Punch) di Elmore Leonard, uno degli scrittori preferiti del regista.
Fu un film inedito per Tarantino che, non eccedendo in esibizionismi come le pellicole precedenti, spiazzò un po’ tutti alla sua uscita. Si tratta di un omaggio al genere cinematografico della blaxploitation con Pam Grier, una delle più famose interpreti del genere, nel ruolo della protagonista. Infatti l’attrice aveva recitato in numerosi film del genere negli anni settanta e fu ripescata da Tarantino, suo grandissimo fan dell’epoca.
Alla sua uscita fu un insuccesso, incassando appena 39 milioni di dollari negli USA, e fu considerato come un passo falso di Tarantino.[1]”
Le opere di Tarantino dal 2000 ad Oggi
Dopo i grandi successi del 1990 il regista statunitense decide di prendersi una pausa di sei anni dalla scena pubblica.
Nel 2002 esce Kill Bill, con una fantastica trentenne Uma Thurman, nel ruolo della protagonista.
“Le riprese di Kill Bill, che sarebbero dovute iniziare un anno prima, iniziarono nel 2002, a causa della gravidanza della Thurman. In corso di lavorazione sforarono sia il budget sia la lunghezza. La Miramax chiese a Tarantino di accorciare il film, ma il regista si oppose e decise di dividerlo in due parti: Kill Bill: Volume 1 e Kill Bill: Volume 2.
L’opera è stilisticamente abbagliante e derivativa rispetto alle fonti più disparate, dai film di kung fu di Hong Kong alle serie televisive, dai revenge movies ai chambara movies, agli spaghetti-western. Il film può essere considerato un complesso ed elaborato omaggio a tutti i suoi miti e ispiratori.[1]”
Dopo l’uscita di Kill Bill vol1 e Kill Bill vol2, nel 2007, esce Grindhouse.
“Grindhouse, diviso in due episodi: A prova di morte, con Kurt Russell, scritto e diretto da Tarantino, uno slasher che racconta la storia di un misogino schizofrenico che elimina le sue vittime prescelte a bordo di un’auto truccata e potentissima; Planet Terror, con Rose McGowan, diretto da Rodriguez, uno splatter narrante di un’epidemia in cui gli infetti divengono una sorta di mostri-zombie.
Tarantino presentò A prova di morte al Festival di Cannes 2007, ma nonostante le ottime aspettative per il film la pellicola non ottenne il successo sperato. L’intenzione dei registi fu quella di ricreare l’atmosfera dei grindhouse, i piccoli cinema a basso costo degli Stati Uniti degli anni settanta. Indipendentemente dagli incassi, l’obiettivo venne centrato, con apocalittici e volutamente grossolani effetti speciali e situazioni e dialoghi tipici dei film a basso costo dell’epoca, che nel complesso fanno dei due episodi di Grindhouse due film apprezzati dagli amanti del genere.[1]”
Conclusa la serie di Grindhouse, Quentin riprende un progetto che aveva in mente di costruire già all’epoca di Kill Bill, il film Inglourious Basterds (tradotto in italiano con Bastardi senza gloria), ispirato a Quel maledetto treno blindato di Enzo G. Castellari, uscito negli Stati Uniti con il titolo The Inglorious Bastards.
“Nel cast del film sono annoverati Brad Pitt, B. J. Novak, Mélanie Laurent, Eli Roth, Diane Kruger e l’allora sconosciuto Christoph Waltz. Nel film sono presenti anche un cameo di Enzo G. Castellari e un cameo dello stesso Tarantino.
Il film venne presentato il 20 maggio al Festival di Cannes e uscì negli Stati Uniti il 21 agosto dello stesso anno. Invece in gran parte d’Europa l’uscita fu scaglionata tra l’ultima settimana di agosto e le prime di ottobre), ottenendo un ottimo consenso di critica, sia di quella ufficiale sia di quella del pubblico. Divenne il più grande successo commerciale di Tarantino fino a quel momento, con oltre 313 milioni di dollari incassati in tutto il mondo. Il film ricevette otto candidature ai Premi Oscar 2010: miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro, vincendo il premio per il miglior attore non protagonista, andato a Christoph Waltz.[1]”
Il film successivo di Tarantino è dal mio punto di vista, uno dei suoi film migliori, ovvero, Django Unchained.
Django Unchained è uno spaghetti-western ispirato a Django, il famoso film degli anni sessanta con protagonista Franco Nero. Il film racconta la storia di Django, interpretato da Jamie Foxx, uno schiavo di colore che diventa un cacciatore di taglie sotto la guida di un ex dottore (Christoph Waltz). Dopo aver lavorato insieme per tutto l’inverno, la coppia va alla ricerca della moglie dell’ormai uomo libero Django, Broomhilda (Kerry Washinghton), schiava del crudele proprietario terriero Calvin Candie (Leonardo DiCaprio).
Il film venne lanciato nelle sale americane il 25 dicembre 2012 e si rivelò il più grande successo di Tarantino al botteghino, incassando oltre 30 milioni di dollari negli Stati Uniti durante il primo weekend e sfondando il tetto dei 100 milioni pochi giorni dopo l’inizio del nuovo anno. Secondo le stime il film ha incassato complessivamente più di 425 milioni di dollari. In Italia uscì il 17 gennaio 2013 e superò i record precedenti del regista e incassando 400.000 euro nel primo giorno di proiezione, per poi superare i 3 milioni e mezzo durante il primo weekend e i 9 milioni e mezzo nelle prime due settimane.
Candidato a cinque statuette ai Premi Oscar 2013, Django Unchained ne conquistò due: una vinta da Christoph Waltz come miglior attore non protagonista e una assegnata a Tarantino per la miglior sceneggiatura, riconoscimento che il regista aveva già ottenuto ai tempi di Pulp Fiction.”
“A gennaio 2014 furono diffuse nel web alcune indiscrezioni su un altro progetto del regista, un western dal titolo The Hateful Eight di cui Tarantino aveva appena terminato la stesura della sceneggiatura. Il regista, irritato per la fuga di notizie avvenuta dopo che aveva distribuito la sceneggiatura a un ristretto gruppo di persone, decise di rimandare il progetto. Gli attori coinvolti da Tarantino nel nuovo progetto erano Bruce Dern, Micheal Madsen e Tim Roth.
A luglio 2014 l’attore Kurt Russell, ospite al programma televisivo Extra, annunciò che le riprese di The Hateful Eight sarebbero iniziate probabilmente nei primi mesi del 2015. Il 27 luglio 2014, al San Diego Comic-Con, Tarantino annunciò che The Hateful Eight sarebbe stato il suo prossimo film. La casa cinematografica The Weinstein Company annunciò il 23 gennaio 2015 che le riprese di The Hateful Eight sono iniziate a Telluride, nel Colorado.
Nel giugno 2015 venne annunciato dalla Weinstein Company che la proiezione di The Hateful Eight nei cinema statunitensi era prevista in distribuzione limitata ed esclusivamente nel formato 70 millimetri il 25 dicembre 2015, per poi essere estesa in versione digitale a tutto il territorio a partire dall’8 gennaio 2016. Nel 2016 il film vinse un Golden Globe e un Oscar per la miglior colonna sonora, composta da Ennio Morricone.”[1]
Ed in fine, l’ultima opera di Tarantino è la già citata pellicola C’era una volta ad Hollywood, potete trovare la recensione completa sul film al seguente link.
Per celebrare il maestro statunitense, analizzeremo più a fondo due suoi film: Pulp Fiction e Django Unchained.
Pulp Fiction
Pulp Fiction si compone di diverse parti in ordine cronologico diverso tra di loro, prendendo come epicentro la caffetteria , Hawthorne Grill e diramandosi in vari capitoli, quali: A colazione Parte1, Vince e Jules, Vince Vega e la moglie di Marsellus Wallace, L’orologio d’oro, la situazione “Bonnie” e in fine A colazione Parte2.
Colazione Parte1
“Una giovane coppia di rapinatori e amanti, Zucchino (Ringo) e Coniglietta (Yolanda), stanno architettando il loro prossimo colpo, quando, su iniziativa di lui, decidono di operare proprio nello stesso locale[2].”
Vince e Jules
“La scena si sposta a bordo di un’auto, dove due malavitosi in abito scuro, Vincent Vega e Jules Winnfield, si dirigono di buon’ora a recuperare una misteriosa valigetta sottratta al loro capo Marsellus Wallace da alcuni giovanotti, che essi recuperano dopo averli uccisi ma non prima che Jules abbia recitato un fittizio passo della Bibbia:
| «Ezechiele, 25:17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che, nel nome della carità e della buona volontà, conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è, in verità, il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare, e infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore, quando farò calare la mia vendetta sopra di te.» |
I due raggiungono quindi il loro capo Marsellus nel suo locale, mentre quest’ultimo sta istruendo Butch, un pugile prossimo al ritiro, di perdere il suo prossimo incontro. Vincent, su richiesta del boss, deve portare in giro sua moglie Mia la sera dopo.[2]”
Vincet Vega e la moglie di Marcellus Wallace
“Prima dell’appuntamento, egli si reca dal suo amico Lance, suo spacciatore, acquistando dell’eroina di ottima qualità per poi andare a prendere la donna. Cenando presso il Jack Rabbit Slim’s, un centralissimo locale kitsch a tema anni cinquanta, i due iniziano a conoscersi meglio, spaziando da argomenti banali a temi quasi filosofici, fino a farsi coinvolgere in una gara di twist scatenandosi sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry.
Tornati felicemente a casa, Vincent, consapevole delle spiacevoli conseguenze che comporterebbe una mancanza di rispetto nei confronti di Marsellus Wallace, si ritira in un bagno per sottrarsi alle attenzioni di lei, visibilmente interessata. La donna, cercando un accendino nella giacca di Vincent, trova il sacchetto di eroina che Vincent ha acquistato da Lance e ritenendola cocaina, la inala finendo in overdose. Vincent, vistosi spacciato, decide di portarla in casa di Lance, il quale seppur riluttante suggerisce di praticarle una disperata iniezione intra sternale di adrenalina. In una tesissima situazione tragicomica, tra urla e battibecco, Vincent riesce a praticarle la difficilissima iniezione e salvarle la vita. Conclusa la disavventura, Vincent riaccompagna la ragazza a casa ed entrambi giurano di tacere a Wallace i particolari scabrosi della serata.[2]”
L’orologio d’oro
“In un flashback negli anni sessanta, un reduce della guerra in Vietnam si reca a casa del piccolo Butch Coolidge per comunicargli della morte di suo padre prigioniero e consegnargli un orologio d’oro appartenuto alla famiglia di lui per generazioni. Nel presente è il pugile che dovrebbe perdere per disposizione di Wallace ma egli fa il doppio gioco, scommettendo a proprio favore e mettendo al tappeto lo sfidante, Floyd Wilson, che addirittura muore nell’incontro. Butch fugge in taxi con una latina, Esmeralda Villalobos, facendosi condurre sino al motel dove lo attende Fabienne, la sua fidanzata.
La mattina seguente la coppia sta per partire per la città natale di Butch, Knoxville in Tennesse, secondo i piani, ma nel fare i bagagli si scopre che la donna ha dimenticato l’orologio d’oro paterno. Butch, dato l’enorme valore affettivo e pur consapevole degli enormi rischi, decide di tornare nel proprio appartamento per recuperarlo.
L’appartamento appare deserto, e Butch, compiuto il recupero, si concede una breve colazione. A un tratto però nota una mitraglietta con silenziatore e la impugna perplesso. Pochi istanti dopo sente infatti lo scarico del gabinetto e vede uscirvi Vincent Vega. I due si ritrovano attoniti faccia a faccia, quando Butch, spaventatosi per un rumore improvviso (lo scatto del tostapane), preme il grilletto ed uccide il killer.
Durante la fuga in auto, a un semaforo, Butch s’imbatte proprio in Wallace, investendolo, per poi rimanere coinvolto in un incidente con un’altra auto nell’incrocio, restando tramortito. Rimessisi entrambi faticosamente in piedi, Wallace insegue Butch fino a raggiungere un negozio di pegni gestito da un certo Maynard. Quando Butch sta per uccidere Marcellus con la pistola Maynard gli punta il suo fucile e gli impone di avvicinarsi al bancone e dopo averlo stordito lega i due e chiama un suo amico, Zed, una guardia giurata.
Maynard e Zed, che si rivelano dei sadici stupratori omosessuali, decidono di violentarli a turno. Scelto Wallace per primo, Butch resta da solo legato a una sedia ma ben presto riesce a liberarsi. Fuggendo ritiene più opportuno salvare Wallace così si arma di una katana che trova nel negozio, torna nello scantinato ed uccide Maynard. Wallace una volta libero spara a Zed evirandolo e promettendogli di sottoporlo ad atroci torture da parte dei suoi uomini. Il boss, per ricambiare, congeda Butch, a patto che questi lasci Los Angeles per sempre e non faccia menzione ad alcuno dell’atroce disavventura.”[2]
La situazione “Bonnie”
“La scena torna nell’appartamento della prima parte. Vincent e Jules hanno appena eliminato due dei tre ragazzi quando a sorpresa esce dal bagno un quarto uomo che spara su di loro un intero caricatore senza però neppure sfiorarli. Ucciso costui, i due intraprendono una “discussione teologica” sul significato di Miracolo e al contempo portano via il nero Marvin, l’unico superstite.
In auto, mentre Jules insiste sul Miracolo, meditando di abbandonare il suo lavoro di killer, Vincent cerca di fargli cambiare idea e si volta verso Marvin chiedendogli la sua opinione. Ad un tratto, involontariamente, parte un colpo di pistola che prende l’ostaggio in pieno volto. Con la vettura lorda di sangue i due si ritrovano nei guai fino al collo sicché si rifugiano nella vicina villa di un amico di Jules, l’isterico Jimmie Dimmick, il quale, più che inorridirsi del cadavere, si preoccupa delle spiacevoli conseguenze per l’arrivo di sua moglie Bonnie, prossima a rincasare dal turno notturno di infermiera. Jules assicura il padrone di casa di poter risolvere tutto e così telefona a Wallace, il quale gli invia rapidamente sul luogo il cinico e misterioso Mr. Wolf.
Grazie al sangue freddo e agli efficienti metodi di costui, l’auto viene ripulita e i due killer si ritrovano lindi dopo soli trenta minuti. La vettura viene condotta nel deposito per autodemolizioni di un certo “Mostro Joe”, sicché Wolf riparte con la figlia del rottamatore, sua amica, lasciando i due a piedi, in tenuta balneare, e con la valigetta, come appaiono nella scena del locale di Wallace.” [2]
A Colazione Parte2
Per concludere, l’ultimo capitolo che si chiama A Colazione-Parte2.
In questo “finale” della pellicola, si concludono le vicende di Vincent e Jules iniziate nel 2 capitolo del film a loro dedicato, nella tavola calda ‘Hawthorne Grill’.
“Loro riprendendo la discussione sul miracolo e l’intento del primo di abbandonare la malavita, ma ben presto si trovano coinvolti nella rapina di “Zucchino” e “Coniglietta”. Mentre Vincent è di nuovo in bagno (come lo si trova sovente durante il film), Jules, pur di salvare la preziosa valigetta, finge di assecondare il rapinatore, per poi metterlo in scacco puntandogli contro la propria arma. “Zucchino” non ha scelta: desiste ascoltando il sermone biblico di Jules che significativamente lo invita ad abbandonare la vita criminale e s’accontenta del denaro che Jules gli lascia quanto contenuto nel suo portafogli (riconosciuto grazie a una frase ingiuriosa scritta su di esso: “bad mother fucker”). I due rapinatori si congedano e i killer riescono finalmente a terminare il proprio lavoro.”[2]
Spiegazioni sul film
Pulp fiction è un film cult, anzi è “il film cult”.
Un insieme di storie apparentemente scollegate tra di loro che trovano riscontro nel muoversi dei personaggi all’interno della scena e non solo Pulp Fiction compie un altro potente espediente, in un certo modo potresti guardare i capitoli presente all’interno del film, separatamente e poterti comunque godere i personaggi presenti sulla scena, è come se dentro questo film ci fossero tante piccole storie unite da dei fili quasi invisibili.
Via lascio con delle curiosità su questo magnifico film di tarantino ai seguenti link:
1) https://www.cinematographe.it/rubriche-cinema/focus/pulp-fiction-spiegazione-film/
2)https://auralcrave.com/2019/08/03/pulp-fiction-dentro-la-trama-il-significato-e-i-pregi-del-film/
3)https://www.esquire.com/it/cultura/film/a27480181/pulp-fiction-curiosita/
Django unchained
“Un gruppo di schiavi incatenati cammina in un bosco del Texas; è notte e davanti a loro ci sono due uomini a cavallo, i fratelli Speck, che li hanno acquistati lo stesso giorno ad un mercato. La colonna viene fermata dall’arrivo di una carrozza sopra alla quale c’è un dente di grandi dimensioni che dondola sopra ad una molla. Chi guida la carrozza è il dott. King Shultz, il quale si presenta come un dentista, che vuole acquistare uno degli schiavi perché conosce alcune persone che lui sta cercando. Individuato lo schiavo fra quelli incatenati offre una transazione ai due fratelli Speck, i quali rifiutano.
Ne nasce una discussione alla fine della quale i due fratelli vengono uccisi, uno da Shultz e l’atro dagli schiavi che vengono liberati dal dottore. Shultz si accorda con lo schiavo che si chiama Django affinché gli indichi le persone che sta cercando e in cambio avrà soldi e libertà. Django accetta e dopo una breve parentesi in un paese in cui Schultz uccide lo sceriffo dichiarando in seguito che è un cacciatore di taglie e lo sceriffo un fuorilegge che nascondeva la propria identità, i due si dirigono verso la piantagione in cui lavorano i tre uomini, anch’essi fuorilegge, che Shultz sta cercando.
Dopo averli trovati e uccisi, Django confessa al dottore che vuole tornare libero perché ha una moglie che vuole liberare. Shultz allora gli propone un accordo: per tutto l’inverno lavoreranno assieme perseguendo delinquenti di vario genere e con l’arrivo dell’estate andranno a prendere la moglie di Django.
Concluso l’inverno si dirigono verso la piantagione con un piano. Attireranno il proprietario spacciandosi per amanti dei combattimenti fra schiavi e gli proporranno l’acquisto di uno dei suoi migliori combattenti per una cifra assurda, poi quando avrà accettato gli chiederanno di acquistare, per poche centinaia di dollari, anche la moglie di Django che peraltro si chiama Broomhilda e conosce un po’ di tedesco perché in passato aveva lavorato per una signora di origini germaniche. Ovviamente pagheranno solo l’acquisto di Broomhilda e non verseranno mai la somma per il combattente. La piantagione appartiene a Calvin Candie, uno schiavista privo di scrupoli. I due lo incontrano in un club dove avvengono combattimenti fra uomini e gli propongono l’affare.
Lui accetta e il giorno dopo si dirigono insieme nella piantagione. Shultz, con la scusa di parlare tedesco, chiede di avere in camera sua, prima della cena, una schiava che parli la sua lingua e che ha sentito dire che Candie ha fra le sue domestiche. Candie accetta e in questo modo Django e la moglie si incontrano nella stanza di Shultz. Durante la cena si consuma l’affare fra i due e Candie ma Steven, un uomo di colore senza scrupoli che dirige il personale della casa, intuisce che Django e Broomhilda si conoscono e avverte Candie della truffa ai suoi danni, quest’ultimo si infuria e con la minaccia delle pistole obbliga i due a pagare 12.000 dollari, i soldi offerti per acquistare il lottatore, per Broomhilda. La somma dovrà essere versata in contanti e subito.[3]”
Spiegazioni sul film
Django parla di un tema molto delicato, il razzismo, questo argomento non viene per niente trattato con tatto come del resto non ha mai fatto Tarantino, ma viene portato all’estremo il concetto del razzismo, portando proprio ad una vera e propria battaglia di “razze” e di classi sociali.
Il concetto della battaglia è portata cosi all’estremo che oserei dire che questo film è forse il film più pulp di Tarantino, ci sono sparatorie dove volano pezzi da carne, ossa e tanto altro.
Questa estremizzazione porta sicuramente all’evidenziare l’inutilità del razzismo ed dare in un certo modo la possibilità al movimento nero di avere un eroe/bounty killer nella quale identificarsi, infatti Django rappresenta a tutto tondo i concetto del pistolero infallibile del film western, che non aveva mai avuto un esponente di colore.
Chi volesse approfondire le tematiche proposte nel film, consiglio i seguenti link:
1)https://www.lucenews.it/django-unchained-ovvero-il-colore-del-razzismo/
2)https://www.doppiozero.com/materiali/odeon/quentin-tarantino-django-unchained
Spero che questa recensione sul maestro Quentin Tarantino vi sia piaciuta, allego qualche link utile per approfondire la sua vita e le piccole curiosità nate dopo l’uscita dei suoi film:
1)https://www.ecodelcinema.com/quentin-tarantino-10-curiosita-che-non-sai.htm
2)https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2019/09/18/quentin-tarantino-curiosita.html
3)https://www.staynerd.com/pulp-fiction-curiosita-film-quentin-tarantino/
Bibliografia dell’articolo:
[1]https://it.wikipedia.org/wiki/Quentin_Tarantino
[2]https://it.wikipedia.org/wiki/Pulp_Fiction
[3]https://aforismi.meglio.it/film/Django_Unchained
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