Cena con delitto – Knives Out

Regia di Rian Johnson. Genere Azione, Drammatico – Usa, 2019, il film dura 131 minuti.

Nel cast: Daniel Craig, Chris Evans, Ana De Armas, Jamie Lee Curtis, Micheal Shannon e tanti altri.

Riassunto

Siete pronti ad entrare in casa Thrombey?

Si?

Perchè è proprio questo quello che faremo.

Il film è uno spaccato della società americana moderna, snob, consumista e nello sfondo, un sospetto omicidio avvenuto ai danni del padrone della famiglia, il signor Harlan Thrombey. Da qua noi scopriamo tutti gli altarini dei componenti di questa vasta famiglia e ad evidenziarceli saranno Marta e l’investigatore Benoit Blanc.

La trama

Siamo a casa Thrombey, vediamo una donna di origini latine che va in una stanza nella soffitta della casa. Apre la porta e sorpresa sorpresa, troviamo un uomo morto.

Questo uomo anziano viene inquadrato e vediamo che tiene un coltello alla gola ed evidentemente si è “ucciso da solo”.

Il film inizia in questo modo, per ora non ci viene spiegato di più, infatti ritroviamo la ragazza di origini latine, che ora sappiamo il nome che si chiama Marta Cabrera (Ana De Armas), a casa sua e niente altro.

Marta Cabrera

Marta sappiamo che vive con la sua famiglia in una zona lontana dalla casa dove è avvenuto il “suicidio” e attraverso la madre, capiamo anche il nome ed il ruolo del morto, che si chiama Harlan Thrombey ed è il capo di Marta.

Marta è l’infermiera personale di Harlan e capiamo che è fortemente triste per la morte del suo capo.

Harlan è morto a 85 anni. Ha avuto tutto dalla vita, vita che non lui è stata: dura, sofferta e dalla quale però con le sue doti è riuscito a togliere fuori il meglio per lui e la sua famiglia, diventando addirittura ricco sfondato. Il rapporto con la sua famiglia è conflittuale ma comunque in un modo o nell’altro lui li ama.

Marta Cabrera

Ora arriviamo alla parte più interessante, la famiglia di Harlan.

La famiglia di Harlan è molto complessa, è una famiglia molto ricca che deve le sue fortune alla fama del padre come scrittore ed in seguito come editore.

Ognuno di loro vuole qualcosa dal patriarca e sta in quella casa pur avendo più o meno la loro indipendenza finanziaria e sociale, ma forse per avidità e per incapacità, capiamo che sono in realtà molto dipendenti dall’eredità e dalla fama dell’uomo, e questo li porta a permanere in uno stato di vincolo con il padre (Harlan Thrombey).

La famiglia al gran completo

Ora però scendiamo nel dettaglio dei componenti di questa famiglia.

Famiglia Thrombey

Hugh Random Drysdale

Hugh Random Drysdale (Chris Evans) è il tipico belloccio senza nessun pregio, un essere inutile, figlio scapestrato di Richard e Linda Thrombey (della quale parleremo in seguito), potremo sicuramente qualificarlo come un uomo infantile e viziato, ma non bisogna farsi ingannare dalle apparenze, sotto le mentite spoglie del “cazzaro”, c’è un astuto e viscido manipolatore. Hugh è sempre arcigno con i famigliare, è un essere egoista e vendicativo, che rappresenta sicuramente il lato peggiore del modello americano, rispecchiato neanche a farlo a posta dall’attore di Capitan America, molto probabilmente qua la produzione ha voluto fare una scelta di testa oltre che di stile, in quanto Chris Evans calza a pennello nel ruolo del giovane parassita.

Linda Thrombey

La madre di Hugh è Linda Thrombey, interpretata ottimamente da Jamie Lee Curtis. Linda è una donna molto sveglia.

Regina di un impero finanziario sorto dalla tasche del padre, governa la sua azienda con mano ferma ed il pugno duro. L’unico legame tra lei ed il padre sin dalla giovane età era che per stimolare il suo intelletto, creava per lei dei trucchi e degli indovinelli molto astuti, dove però lei si riusciva abilmente a districare: questo espediente è riuscito ad elevare al massimo un già presente istinto negli affari. Linda quindi si presenta molto furba, disinvolta e sempre molto attenta ad ogni particolare che sta attorno a lei, controlla e comanda tutti.

Richard Drysdale

Attaccato come una cozza a Linda e alla sua fortuna troviamo suo marito, Richard Drysdale (Don Johnson).

Non sappiamo tantissimo di Richard ma, sappiamo che non lavora e si approfitta della moglie, in più ha una storiella con una donna che non conosciamo, ma ha la funzione di rappresentare per l’uomo, la donna che lo fa sentire sessualmente attivo ed appagato. Questo arrivismo e questa ipocrisia non sembra scalfire la arroganza di Drysdale che imbastisce dei discorsi molto “profondi” sulla deriva che l’America secondo lui sta prendendo. In sintesi, secondo il “nazionalista” Richard, l’America dovrebbe accogliere solo i ricchi e lasciare fuori dal paese le persone bisognose di assistenza e di inserimento sociale.

Walter Thrombey

Walter Thrombey (Micheal Shannon), unico figlio maschio della fortunata famiglia Thrombey si presenta come una caricatura dell’uomo ricco borghese del 1800, barba, bastone (molto fuori luogo) e sguardo molto duro e cupo. La storia di Walter è sintetizzabile nella scelta del padre di destinargli il comando della casa editrice da lui fondata, ma di tenere in ogni caso lui le redi ben salde della società, di fatto Walter è solo una marionetta. La famiglia dal canto suo ritiene il “povero” Walter un incapace e la moglie all’interno del film è quasi inesistente e quel poco che si vede non considera per niente il marito, anzi, sembra vergognarsi di lui.

Jacob Thrombey

Al seguito di Walter c’è suo figlio Jacob Thrombey.

Jacob è un ragazzino inespressivo e apatico, rappresenta il prototipo della nuova generazione degli smartphone e dei social: odio perenne per tutti, che esprime con i commenti molto cattivi ed un rifiuto costante per il diverso e per chi non la pensa come lui, tutte queste caratteristiche gli attribuiscono un connotato di “estremista di destra dei social network”. Il personaggio di Jacob poteva essere approfondito un po’ di più, dargli un po’ più di spazio a mio modo di vedere avrebbe reso la trama ancora più profonda.

Joni Thrombey

Joni Thrombey (Toni Collette) è la finta intellettuale-filosofa del film.

Finta perché si spaccia come crocerossina predicando il buon gusto, l’etica, la morale nei vari social, blog e davanti alla famiglia anche con argomenti che in realtà non hanno un buon supporto concreto, ma si tratta solo di vacuo idealismo e sopratutto nel suo caso, come vedremo nel film, anche di approfittarsi del portafoglio del suocero. Infatti, tutto questo perbenismo verso il prossimo è costruito con i soldi del signor Harlan, che non solo mantiene lei ed il suo falso buonismo ma anche la figlia “Hippie”, Meg.

Meg Thrombey

Manca come ultimo componente della famiglia, la ragazza “Hippie”, Meg Thrombey (Katherine Langford).

Meg come la mamma è impegnata nel sociale e studia in una facoltà d’arte (facoltà pagata fior di quattrini dal nonno), che la porta a coltivare un innato senso per la politica e per i diritti del prossimo. Peccato che senza entrare troppo nello specifico per non creare degli spoiler, ci sarà un momento all’interno del film dove sotto ricatti e dopo aver scoperto che la mamma era al verde, per paura di perdere la possibilità di laurearsi, farà un’azione molto brutta, contrario ai suoi principi.

Che senso ha fare i politicanti e figli dei fiori, se quando hai la possibilità di fare del bene, non lo fai? Cara Meg qua hai sbagliato, ho visto solo tante lacrime e delle parole inutili.

La famiglia Thrombey è completa.

Il caso si fa complicato

Benoit Blanc (Daniel Craig

Ora a giudicare questo caso intricato, visti e considerato che ognuno di loro poteva avere un movente per uccidere Harlan, non è per nulla facile, per giunta le prova portano in maniera evidente ad un suicidio. A risolvere questo caso ci deve pensare Benoit Blanc (Daniel Craig). Benoit ha proprio il fare del perfetto investigatore dei gialli più classici come quelli di Conan Doyle o di Agatha Christie, che riassumono frasi molto poetiche e intuizioni quasi profetiche.

In alcuni momenti ho trovato il personaggio quasi al limite del ridicolo, quasi come se fosse stato enfatizzato per risultare privo di fiducia per lo spettatore. Attenzione però, mi ha stupito il colpo di scena che proprio il detective scopre sul finale, attaccando tutte le tessere del puzzle che gli si era formato davanti. Complimenti a Blanc.

La critica

Nel complesso questo film risulta molto gradevole anche se non convince del tutto. Consiglio però a tutti di andare a vederlo per passare una serata sul filo del mistero.

Il cast si è comportato egregiamente, ottimi attori e ho visto piacevolmente anche la regia di Rian Johnson, che devo onestamente dire che non conoscevo.

Quello che non va in questa storia è in primo luogo l’approfondimento solo di certi personaggi, avrei voluto sentire maggiormente anche il personaggio che incarna il millennials, o generazione Z, sarebbe stato un tocco di classe. In più ho trovato un po’ forzato il finale, che magari analizzaerò più avanti per non spoilerare.

Nel complesso do a questo film un bel 7 su 10.

Buon divertimento!

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