Ecco a voi i principali consigli riguardanti i film, le serie tv e i documentari attualmente in programmazione nelle migliori piattaforme digitali.
Su Netflix è presente una serie da non perdere, Il Califfato, regia di Wilhelm Behrman, con Gizem Erdogan, Nora Rios, Aliette Opheim, Amed Bozan, Lancelot Ncube.
La serie affronta un argomento poco trattato dai vari serial internazionali in quanto parla di come l’ISIS si è inserito in Europa, e dei metodi usati per reclutare i suoi seguaci, soprattutto fra gli adolescenti.
Il tema del terrorismo è affrontato dal punto di vista del vivere quotidiano, con la rappresentazione dei rapporti sociali e degli ideali religiosi e culturali delle persone comuni, che tutti i giorni affrontano le difficoltà della vita.
Nello specifico, la serie presenta il radicalismo islamico sotto due punti di vista: il primo riguarda la vita di Pervin (Gizem Erdogan), donna araba che vive in pieno il potere del Califfato e assiste, suo malgrado, ad attentati, prove di forza, decapitazioni degli oppositori dell’Isis, e l’altro riguarda Sulle (Nora Rios), ragazza svedese di origini arabe che, attraverso conoscenze poco affabili nella comunità Musulmana Svedese, riesce ad allacciare rapporti con persone influenti del terrorismo che progettano un attentato in Svezia.
Consiglio a tutti la visione di questa serie in quanto aiuta a capire il concetto di fondamentalismo e di come non sia poi una cosa così lontana da noi.
Sempre su Netflix segnalo il docu-film L’era dei Samurai, diretta da Stephen Scott.

Si tratta di un documentario che parla dell’ascesa dei Samurai, casta di guerrieri feudali giapponesi che, esattamente come i nostri cavalieri medievali, servivano i nobili e l’imperatore del Giappone, e del loro declino, avvenuto all’inizio dell’era dello Shogunato Tokugawa, che ne ridimensiona il ruolo leggendario e ne abbatte completamente l’importanza con la creazione dell’esercito regolare, durante il rinnovamento Meji, avvenuto alla fine del 1800 .

Il docu-film racconta in maniera molto fedele le rigide regole dei Samurai, fatte di arti marziali, meditazione, cameratismo e antichi rituali come il seppuku (suicidio rituale).
Altra serie presente su Netflix è Barbari, con la regia di Barbara Eder e di Stephen St. Leger, e racconta quanto accaduto durante l’occupazione Romanica delle Germania, e la ribellione delle tribù locali guidate dal Principe Arminio.

I fatti di cui si parla nella serie sono quasi del tutto inventati, solo alcuni riferimenti e alcuni protagonisti risultano reali. Per esempio Arminio, condottiero di origini Germaniche che da bambino venne preso come ostaggio da Varo, e fu cresciuto come un cittadino romano per poi diventare, da adulto, prima un militare romano e poi uno dei capi delle rivolte germaniche che portarono alla famosa battaglia di Teutoburgo.

La disfatta di Teutoburgo, che rappresenta una delle più grandi sconfitte dell’impero romano, vede da una parte Publio Quintilio Varo, comandante delle legioni romane, e dall’altra Arminio e il suo esercito, composto dall’unione di varie tribù germaniche. Fu proprio questa sconfitta che diede il via al declino delle conquiste romaniche della Germania.

Presente su Star, nuovo canale di Disney Plus, Grand Budapest Hotel, film del 2014

diretto da Wes Anderson, che vede tra gli attori Ralph Fiennes, Tony Revolori, F. Murray Abraham, Jude Law, Tom Wilkinson, Saoirse Ronan.
Grand Budapest Hotel, racconta la storia delle peripezie del concièrge Monsieur Gustave H (Ralph Fiennes) e del suo garzone, Zero Mustafa (Tony Revolori).

La storia è riconducibile alla morte improvvisa della ricca ereditiera Madame D.(Tilda Swinton) attribuita al concièrge del Gran Budapest Hotel, che da diversi anni frequentava la donna e che la famiglia di lei, in particolare il figlio Dmitri Desgoffe und Taxis (Adrien Brody), non approvava.

La rivalità tra la famiglia di Madame D. e Monsiuer Gustave H. si inasprisce dopo la lettura del testamento da parte del curatore dei beni testamentali Kovacs (Jeff Goldblum), in quanto la donna che lascia la sua cospicua eredità al figlio Dmitri, tranne un quadro di grande valore, sia affettivo che patrimoniale, al signor Gustave H.
Questo film da parte mia merita 5 stelle su 5 in quanto rappresenta una delle migliori regie di Wes Anderson.
Infatti, in questo film l’autore americano ha mostrato tutte le sue doti di regista, unendo tutti gli stili cinematografici di cui dispone quali i dettagli, i primi piani e le inquadrature che l’hanno reso così unico.
Nei successivi link Vi mostrerò la sintesi dello stile di regia di Wes Anderson:
- Simmetria
2) Stile di Wes Anderson
3) I colori di Wes Anderson
Ringrazio per la lettura dell’articolo, lascio i link dei nostri social.
Buona Visione!




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