La Vita: L’Inizio del Proprio Sentiero


Ho conosciuto il mondo senza confini chiari, dove l’appartenenza negava gli spazi solitari. Ho confuso la vicinanza con la simbiosi cieca, e ogni limite, un’accusa, una critica amara e secca. Ho appreso un copione di scambio totale e sbrigativo, dove l’identità si perdeva in un sentire collettivo.

Cercavo negli incontri l’annullamento della distanza, quella fretta emotiva che nega ogni tolleranza. Ero un cercatore, spinto da un timore antico, che ogni barriera dell’altro ha tentato di rendere amico. L’impulso di invadere celava una grande paura: non restare solo, trovare l’unica cura.

Ma la consapevolezza accende una luce nuova e forte, rompendo il vecchio schema che genera queste scorte. Non è il rifiuto a guidare il mio presente, ma l’accettazione che ogni spirito è indipendente. E nel riconoscere il mio agire invadente, nasce il bisogno di un cambiamento assertivo e cosciente.

Ora alleno la Pausa, la sospensione del gesto lento, che onora il tuo silenzio e rende il mio intento trasparente. Imparo a tollerare la distanza, a renderla fertile, poiché l’autonomia non distrugge, ma rende nobile. Nella lentezza che non teme l’interruzione, si radica la fiducia, non la pressione.

Questo è il tempo di tracciare il mio sentiero personale, distinto da ogni eco, da ogni voce corale. Definisco il mio spazio, la mia integrità segreta, perché l’amore maturo è libertà, non catena. Io sono Io, Tu sei Tu: la formula della crescita, che fa di due persone, due isole che si incontrano in festa.

Il cambiamento è un cammino solitario e intenzionale, ma rende ogni passo autentico, ogni incontro eccezionale.


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