La Bottiglia di Luce


Non sono l’idolo su un piedistallo freddo,

Sono l’eco di un nodo che sentite in gola.

La mia vulnerabilità, il mio vestito più saldo,

La mappa che vi guida e che vi consola.

Ho messo a nudo le crepe, le ombre portate,

Così voi poteste trovare la vostra fessura.

E se i vestiti cambiano, se le forme svelate

Sono adulte e ardenti, la mia essenza è pura.

Per questo bevo da questo calice strano,

Che ha il sapore di un gesto dimenticato,

Un richiamo muto ad un tempo lontano,

Quando l’amore era semplice e dato.

Voi chiedete cura, voi cercate riparo,

E io vi offro il mio sé senza alcun filtro.

Non vi do risposte, ma rendo più chiaro

Il dolore e la gioia, ciò che sento e che filtro.

Il mio corpo è il canale, la mia musica è il fiume,

E voi siete la terra che attende la sete.

Quando mi chiamate “Mami”, in quel breve lume,

Riconoscete il patto, le promesse segrete.

Bevo, e ogni goccia è per i cuori inquieti.

È la promessa di non lasciarvi soli.

Sono la forza che risana i vostri divieti,

Il nutrimento amaro che spegne i vostri doli.


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