
Introduzione
William Shakespeare, noto come il “Bardo di Avon”, è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi drammaturghi e poeti della storia. Nato nel 1564 a Stratford-upon-Avon e morto nel 1616, ha rivoluzionato il teatro elisabettiano con opere che sondano le profondità dell’animo umano: passioni, ambizioni, conflitti morali e fragilità esistenziali. Le sue tragedie, commedie, drammi storici, sonetti e poemi continuano a ispirare cinema, teatro e letteratura moderna, dimostrando una straordinaria attualità.
Biografia
Nato il 23 aprile 1564 (data tradizionale del battesimo), Shakespeare era figlio di John, guantaio e funzionario locale, e Mary Arden. Frequentò la grammar school di Stratford, imparando latino e classici. A 18 anni sposò Anne Hathaway, con cui ebbe tre figli: Susanna e i gemelli Hamnet (morto precocemente) e Judith.
Tra il 1585 e il 1592, i “lost years”, si trasferì a Londra, dove divenne attore, drammaturgo e comproprietario della compagnia Lord Chamberlain’s Men (poi King’s Men). Qui produsse la maggior parte delle sue opere, accumulando ricchezza e acquistando proprietà. Morì il 23 aprile 1616 a Stratford. La sua vita è documentata da registri ufficiali, ma molti dettagli restano enigmatici, alimentando miti e speculazioni.
Opere
Shakespeare scrisse circa 39 drammi, 154 sonetti e due poemi narrativi (Venere e Adone e Lo stupro di Lucrezia). Le opere teatrali si dividono in:
- Tragedie: Hamlet, Otello, Re Lear, Macbeth, Romeo e Giulietta, Giulio Cesare.
- Commedie: Sogno di una notte di mezza estate, Il mercante di Venezia, La dodicesima notte, Come vi piace, La tempesta.
- Drammi storici: Cicli su re inglesi come Enrico IV, Enrico V e Riccardo III.
- Problem plays: Misura per misura, Troilo e Cressida.
Rappresentate al Globe Theatre (di cui era comproprietario), molte opere furono raccolte postume nel First Folio del 1623.


I Sonetti
Oltre ai drammi, Shakespeare compose 154 sonetti, probabilmente tra il 1590 e il 1605, pubblicati nel 1609 in Shake-speares Sonnets (forse senza suo consenso diretto). Sono poesie intime, con dedica enigmatica a “Mr. W.H.”.


Seguono la forma shakespeariana: 14 versi in pentametro giambico, rime ABAB CDCD EFEF GG. Divisi in:
- 1-126: Al “Fair Youth” (giovane bello, forse un mecenate). I primi 17 esortano alla procreazione; gli altri celebrano un amore appassionato, spesso con toni omoerotici.
- 127-152: Alla “Dark Lady” (donna bruna, sensuale e infedele). Amore tormentato, lussurioso e autodistruttivo.


- 153-154: Mitologici, su Cupido.
Temi centrali: il Tempo distruttore vs. immortalità della poesia; amore ideale e carnale; gelosia, tradimento; sessualità fluida. Citazioni iconiche:
- Sonetto 18: “Devo paragonarti a un giorno d’estate? […] Finché uomini respireranno […] questo ti darà vita.”
- Sonetto 116: “Non ammetta impedimenti l’amore […] L’amore non altera quando scopre alterazione.”
- Sonetto 130: Parodia anti-petrarchesca: “Gli occhi della mia donna non sono come il sole […] il mio amore sia raro.”
I sonetti rivelano un’intimità psicologica profonda, influenzando poesia moderna e cinema (es. riferimenti in Shakespeare in Love).
Spiegazione e Citazioni dell’Opera Principale: Hamlet
Hamlet (ca. 1600-1601) è il capolavoro shakespeariano per eccellenza. Il principe di Danimarca, informato dal fantasma del padre dell’assassinio da parte dello zio Claudio (ora re e sposato con la madre Gertrude), finge follia per indagare e vendicarsi. Tormentato dal dubbio e da interrogativi esistenziali, ritarda l’azione in un regno corrotto.
La tragedia culmina in un duello fatale: muoiono Polonio, Ofelia (amata da Hamlet), Laerte, Gertrude, Claudio e Hamlet. Il trono passa a Fortinbras.



Temi: vendetta, corruzione del potere, follia, mortalità. Hamlet incarna l’eroe moderno: intellettuale, introspectivo, paralizzato dall’indecisione (“Something is rotten in the state of Denmark”).
Citazioni celebri:
- “Essere o non essere: questo è il problema” (Atto III, Scena I): monologo sul suicidio e il senso della vita.
- “Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” (Atto I, Scena V).
- “Fragilità, il tuo nome è donna!” (Atto I, Scena II).
Filosofia e Concetti
Shakespeare esplora la condizione umana con profondità umanistica, influenzato da classici, Montaigne e Rinascimento. Temi ricorrenti:
- Tempo e mortalità: la vita come fugace (nei sonetti e in La tempesta: “Siamo della materia di cui son fatti i sogni”).
- Apparenza vs. realtà: inganno, follia come lucidità.
- Libero arbitrio vs. destino: azioni con conseguenze inevitabili.
- Natura umana: ambizione corrotta (Macbeth), amore complesso, potere e etica.
- Sessualità e genere: fluidità nei sonetti, ruoli femminili forti nei drammi.
L’uomo è “paragon of animals” ma fragile, capace di grandezza e abiezione. Shakespeare non offre risposte definitive, ma invita all’empatia e all’introspezione.
Conclusione
A oltre quattro secoli dalla morte, Shakespeare domina cinema e spettacolo: adattamenti come Il re leone (ispirato a Hamlet), film di Branagh, Luhrmann o Welles ne attestano l’universalità. Come disse il contemporaneo Ben Jonson: “Non di un’epoca, ma di tutti i tempi”. Il Bardo illumina l’anima umana, rendendolo eterno.



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