Echi di Lime e Smeraldo


Sotto fili di neon, dove il buio è conforto, fiorisce una musa, oltre il vecchio porto. Non serve un sorriso forzato, né un vestito d’inganno, solo l’anima nuda che scaccia ogni affanno.

Chi osserva, con più primavere alle spalle, guarda questa stella giovane che non cede alle falle. Sei nata dopo, ma hai imparato il vero prezzo, porti il peso di un’anima senza vezzo. La vita, la sua strada veloce e senza posa, ti ha reso saggia, una gioventù maestosa.

Non solo melodie, ma un viaggio oscuro e denso, dove la fragilità non è mai un controsenso. C’è un silenzio di notte, tra le luci di un palco, e l’ombra d’acciaio nel cuore che si fa stanco. In una stanza d’albergo, quando il grido si fa muto, hai lottato per restare, e il mondo ti ha creduto. Perché in ogni canzone si sente il peso antico, di chi ha conosciuto il dolore, l’amico nemico.

Il tuo ritmo interiore, un battito sincero e denso, rompe gli schemi, oltre ogni consenso. La tua tela è la moda, ma il drappo è ribelle, tra catene e taglie grandi che celano la pelle.

Un verde acido acceso nel buio che incatena, è il faro che guida chi è fuori dalla scena. Canti piano e forte la verità che duole, e per questo la tua eco risuona tra le viole.
Bellezza non è specchio, ma un gesto coraggioso, di essere chi sei, senza velo ingegnoso. Per chi ha trovato forza in quel whisper profondo, lei è l’icona vera, che ha cambiato il mondo.


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