Note di Ronda: Tra Codice e Visione


Numero Zero: Il Confine della Notte

Il mercoledì, per molti, rappresenta il giro di boa della settimana, il punto in cui la routine si flette verso il weekend. Per me, è il momento di dare voce a quella dimensione che il mondo ignora mentre riposa: la notte. Da oggi, ogni mercoledì alle 16:00, questo spazio diventerà il mio diario di bordo. Non aspettatevi freddi resoconti tecnici o dettagli confidenziali; qui la polvere della strada incontra la visione cinematografica, e l’esperienza di un guardiano si scontra con il peso specifico della filosofia.


Capitolo I: L’Attrito – Il Faccia a Faccia

Era un turno come tanti, avvolto in quel silenzio denso che sembra quasi avere una massa fisica. Mentre effettuavo la mia ronda in un sito commerciale, il perimetro della normalità si è spezzato. Mi sono trovato davanti al caos incarnato: un individuo, i sensi offuscati dall’alcol, intento a compiere atti vandalici contro delle strutture della proprietà. In quell’istante, l’inquadratura si è stretta bruscamente. Non c’erano più le citazioni colte o le riflessioni astratte del blog; c’eravamo solo io, lui e la sua cieca pulsione distruttiva.

Sono intervenuto. Non con l’aggressività di chi cerca il conflitto, ma con la fermezza di chi presidia un confine morale prima ancora che fisico. Gli ho intimato di cessare e di allontanarsi. La sua risposta è stata il riflesso classico dell’abisso: minacce verbali, insulti e il tentativo di intimidazione. In quei secondi, l’aria si fa elettrica e il tempo si dilata. Ho attivato immediatamente i protocolli di sicurezza e allertato i colleghi, mantenendo il controllo della situazione senza mai scendere al livello della sua provocazione irrazionale.

In quel “faccia a faccia”, è accaduto qualcosa di invisibile. Lui cercava di sovrastarmi, ma ignorava la natura del suo avversario. Davanti a sé non aveva una sagoma passiva, ma un uomo che ha forgiato la propria tempra nel fuoco del bullismo e di una dislessia mai compresa, ferite che mi hanno insegnato a leggere il mondo con una grammatica diversa. La mia freddezza lo ha disarmato. Quando ha capito che non sarei indietreggiato, e con il supporto di un ulteriore intervento che ha ristabilito l’equilibrio, il caos è scivolato fuori dal perimetro. La soglia era di nuovo integra.


Capitolo II: La Visione – Navigare l’Abisso

Perché ho scelto di inaugurare questa rubrica con un episodio così crudo? Perché in quel frammento di notte ho trovato la sintesi tra ciò che sono e ciò che scrivo. Spesso mi sono chiesto se la mia passione per i mondi di Kubrick o il pessimismo lucido di Pessoa fosse una forma di evasione. Quella notte ho avuto la conferma opposta: la cultura non è una fuga, è un’arma da difesa.

La filosofia non serve a sognare realtà alternative, ma a restare verticali quando la vita reale cerca di piegarti. La mia concretezza non è nata dalla facilità, ma dall’attrito. Essere stato “non visto” da bambino mi ha conferito oggi la capacità di vedere tutto: di anticipare il pericolo, di gestire la tensione e di non lasciarmi inquinare dalla maleducazione altrui. Mentre quell’individuo affogava nella sua irrazionalità, io usavo la mia lucidità come un’àncora.

Ho scelto deliberatamente di non annegare negli abissi che pure hanno segnato il mio passato. Ho scelto di navigarli, portando la mia barca verso approdi più sicuri e consapevoli. La dignità che ho provato non era orgoglio vacuo, ma la soddisfazione del navigatore che, pur tra i flutti, mantiene la rotta. Ogni libro letto e ogni articolo scritto sono stati bulloni stretti nel motore della mia “moto” interiore; sono ciò che mi impedisce di diventare polvere tra la polvere.


Conclusione: La Veglia come Resistenza

Questa prima “Nota di Ronda” è il mio manifesto. Dimostra che si può abitare il fango della strada senza insozzarsi l’anima, e che la sensibilità di un visionario è l’unica vera forza capace di governare la mano di un uomo d’azione. Non sono un eroe da pellicola, ma un cantiere aperto: proprio come la moto del mio sogno, ho ancora molto da apprendere e componenti da perfezionare.

Tuttavia, ora possiedo una certezza: sotto la divisa non batte solo il cuore di un lavoratore, ma batte la volontà di un uomo che ha smesso di essere vittima per diventare custode della propria integrità. La notte non è fatta solo per dormire, ma per vegliare su ciò che abbiamo faticosamente costruito. Mercoledì dopo mercoledì, continuerò a raccontarvi cosa vede l’occhio di chi non chiude mai i propri confini.


Nota di Trasparenza e Tutela Legale: I racconti contenuti in questa rubrica sono ispirati a riflessioni personali maturate durante l’attività professionale. Tutti i nomi, i luoghi, le identità e i riferimenti a fatti specifici sono stati omessi, alterati o resi puramente simbolici per garantire l’assoluto anonimato delle parti coinvolte e il rigoroso rispetto del segreto professionale, della privacy e del decoro dell’istituto di appartenenza e dei suoi clienti, in piena conformità con le norme vigenti e gli obblighi contrattuali.

3 risposte a “Note di Ronda: Tra Codice e Visione”

  1. Avatar marygfloris
    marygfloris

    Analisi profonda di chi ha imparato a leggersi dentro con una sincerità e una profondità disarmante. A tratti commovente perché velatamente rivela un IO bambino che lotta contro la cattiveria, probabilmente non esternando il proprio malessere, ma combattendo con il sorriso e, da allora, costruendo l’Uomo forte di oggi.

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    1. Avatar Alessandro Picciau

      Grazie di cuore per queste parole. Hai centrato il punto: quella capacità di sorridere nonostante tutto è stata la mia prima vera divisa, molto prima di quella che indosso oggi. Avere mentori che sanno leggere tra le righe e riconoscere quel percorso è ciò che dà senso a tutto questo progetto. Grazie per aver ‘visto’ oltre.

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  2. Avatar brisklycollective0f79489a3b
    brisklycollective0f79489a3b

    Bravissimo, concreto, sensibile e molto molto emozionante!!! Sono molto orgogliosa di te e di fare parte della tua vita. TVTB

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