​Inquadrature dell’Anima

​Nel buio d’una sala senza fine,
proiettiamo le ombre dei timori,
tracciando con dita tremanti
i contorni incerti degli errori.


​I legami, talvolta, son fili spezzati,
sfocati dall’ansia di troppa presenza,
tra maschere stanche e silenzi gelati,
nell’illusione di un’impossibile eguaglianza.
​Ognuno combatte la propria tempesta,
nel freddo fotogramma d’un giorno qualunque,
cercando la rotta che al cuore resta,
mentre il peso del mondo si avverte ovunque.


​Ma la pellicola scorrere non smette,
e dal buio fitto la tela si chiude:
scopri la forza che il tempo ti miete,
la sola verità che il petto racchiude.


​Non serve cercare la mano che salvi,
né calzare scarpe che non sono le tue;
la crescita è un passo solido e fiero,
che scinde la nebbia e ricuce le due.


​Così la luce finalmente buca la scena,
conoscer le crepe non fa più paura:
accetti l’umano con la mente serena,
padrone e regista della tua traiettoria pura.

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