​Sguardi Scelti: Antiche Verità, Nuove Connessioni

Dopo la commovente storia di Natanaele e il riscatto sotto l’albero di fichi, ho scelto per te un episodio di The Chosen che è tra i più intriganti, complessi e cinematograficamente potenti di tutta la serie: la figura di Giuda Iscariota e il suo primo incontro con Gesù (Stagione 2, Episodi 7 e 8).

Sguardi Scelti: Antiche Verità, Nuove Connessioni

Episodio #13: “L’illusione del Progetto” – Giuda, le aspettative e l’amarezza del cuore

L’enigma più grande

Bentornati a questo nostro appuntamento settimanale. Nel nostro ultimo incontro abbiamo camminato accanto a Natanaele, scoprendo che proprio sulle rovine dei nostri fallimenti umani Dio sa posare uno sguardo che restituisce futuro. Oggi voglio invitarvi a compiere un salto in un terreno ancora più profondo e, per certi versi, inquietante. In questo tredicesimo capitolo, rifletteremo su un personaggio che la storia ha spesso liquidato con l’etichetta del “mostro”, ma che The Chosen ci restituisce in tutta la sua tragica e complessa umanità: Giuda Iscariota. Guarderemo i suoi primi passi nel gruppo, quando non è ancora il traditore, ma un giovane brillante, colto, un uomo d’affari idealista che crede sinceramente di aver trovato in Gesù la chiave per cambiare il mondo. Scrivo queste righe per chiunque, almeno una volta nella vita, ha visto un’aspettativa trasformarsi in amarezza o ha rischiato di amare un’idea anziché la realtà.

Il Giuda di The Chosen: L’idealista che vuole calcolare il Regno

Nelle scene che raccontano l’ingresso di Giuda tra i discepoli, rimaniamo sorpresi dalla sua devozione. Giuda non si avvicina a Gesù con l’inganno; si avvicina con l’entusiasmo di chi vuole mettere i propri talenti finanziari e operativi al servizio di una causa grande. È abile con i conti, comprende le dinamiche del potere romano e religioso, e vede in Gesù il leader perfetto per riscattare Israele. Ma Giuda commette un errore sottile e devastante: vuole “gestire” il Regno. Pretende che il messaggio di Gesù rientri nei suoi schemi strategici, nei suoi tempi e nella sua personale visione di successo.

  • La trasposizione moderna: La vicenda interiore di Giuda parla con una spietata lucidità al nostro 2026. Viviamo in una società che premia la pianificazione maniacale, l’efficienza e il ritorno sull’investimento. Spesso applichiamo questa stessa logica relazionale ed esistenziale anche agli affetti, ai progetti personali e persino alla sfera spirituale. Vogliamo un Dio o una vita che “funzionino” secondo i nostri piani. Quando la realtà smentisce le nostre aspettative, quando i tempi non coincidono con i nostri calcoli, dentro di noi comincia a strisciare la delusione. Il rischio moderno è quello di diventare come Giuda: non malvagi da un giorno all’altro, ma progressivamente inaspriti dall’incapacità di accettare ciò che non possiamo controllare.

Il cortocircuito filosofico: Il “Risentimento” di Nietzsche e la trappola del controllo

Da un punto di vista filosofico, la parabola di Giuda offre un parallelismo affascinante con l’analisi del risentimento condotta dal filosofo Friedrich Nietzsche nella Genealogia della morale. Il risentimento è quell’amarezza strisciante che nasce quando l’uomo, incapace di accettare la realtà o di dominare gli eventi, proietta la propria frustrazione all’esterno, incolpando l’altro di non essere stato all’altezza delle proprie aspettative. Giuda incarna l’uomo dell’ideologia: ama il “progetto” del Regno più di quanto ami la persona di Gesù. E quando scopre che Gesù non ha alcuna intenzione di fare la guerra a Roma né di arricchirsi, il suo entusiasmo rischia di cedere il passo alla frustrazione. Filosoficamente, questa è la lezione più grande: quando amiamo i nostri schemi più delle persone reali, stiamo già ponendo le basi per il tradimento dell’amore.

Il Vangelo dell’Avvertimento: “Nessuno può servire due padroni”

Gesù legge fin dall’inizio nel cuore di Giuda. Non lo respinge, non lo allontana, gli dà fiducia affidandogli la cassa del gruppo, ma al tempo stesso sparge lungo il cammino avvertimenti chiarissimi che suonano come campanelli d’allarme per l’anima.

Le radici del messaggio: Matteo 6, 24

«Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Voi non potete servire Dio e Ricchezza».

Perché questo passaggio è essenziale per la nostra sensibilità? Gesù non sta parlando solo di denaro in senso materiale; sta parlando di dove riponiamo la nostra sicurezza assoluta. “Ricchezza” (Mammona) è tutto ciò in cui confidiamo per sentirci padroni della nostra vita: il controllo, il prestigio, la certezza di avere ragione. La vera religione non è arruolare Dio per realizzare i nostri progetti personali, ma avere il coraggio di abbandonare i nostri progetti per lasciarci sorprendere dal Suo modo di amare. Dio non si lascia addomesticare dai nostri calcoli.

Conclusione: Salvare il cuore dal cinismo

Giuda ci insegna che si può stare fisicamente vicini alla Luce e, allo stesso tempo, scivolare lentamente nel buio del cinismo se non si impara a “mollare la presa”.

Un pensiero da portare con sé: In questa settimana, guarda dentro i tuoi progetti o le tue relazioni più importanti. Chiediti: “Sto amando davvero questa persona per quello che è, o sto amando soltanto l’idea che ho di lei?”. Se avverti la rabbia perché qualcosa non è andato come avevi pianificato, prova a fare un passo indietro e ad accogliere l’inatteso. Ricorda che la tua mano sinistra non deve sapere cosa fa la destra: offri il tuo servizio, la tua cura e il tuo impegno quotidiano senza pretendere di controllare il risultato final, senza esigere che gli altri ti restituiscano esattamente ciò che ti aspetti. Lascia che la gratuità sia il tuo vero guadagno.

Solo quando smettiamo di voler controllare la vita, impariamo finalmente ad viverla.

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